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“Quattro giorni, tre notti”

Narrativa (una storia vera)
Autore
Daria Cozzi
Editrice
Pendragon (www.pendragon.it)
La trama.  “Da quanto siamo qui? Un’ora? Forse due… non so… non mi importa… Apri gli occhi tesoro! Aprili, ti prego, almeno una volta, una sola volta ancora e guardami. Aspetto, e se tu li aprirai io sarò qui. Ci guarderemo dentro e in quello sguardo ci sarà tutto di noi, ancora una volta, come sempre… Non posso pensare di lasciarti andare senza averti guardato così ancora una volta”…  
Singapore, una vacanza che si trasforma in un addio. Lui è colpito da una violenta emorragia cerebrale, lei gli rimane accanto sapendo che dovrà lasciarlo andare. Al capezzale del compagno per quattro giorni e tre notti, la donna racconta i trent’anni di vita che hanno preceduto il loro incontro, ripercorrendo le tappe che hanno segnato un percorso interiore costellato di prove, conquiste, cambiamenti, ricerca. Così, oltre il dolore, si intravede il pulsare di una luce che illuminerà la strada di chi resta.
Un’emozionante incursione nel misterioso territorio che divide la vita dalla morte, una storia vera di amore, sconfitte, vittorie, perdite, speranze, amicizia, fede, ma soprattutto un gioioso inno alla vita.
Fonte (ebook.it)
Biografia autrice. Daria Cozzi, triestina, laurea in Scienze psicologiche, si interessa da sempre al delicato equilibrio tra la mente e il corpo. La sua sensibilità la spinge a scandagliare quella parte della coscienza che spesso rimane nell’ombra, aiutando ad entrare in connessione profonda con gli straordinari strumenti vitali che tutti, spesso senza saperlo, possediamo. Questo e’ il suo primo romanzo.
note: il ricavato del libro sostiene i pazienti colpiti da ictus e le loro famiglie.
di Gaetano Càfici. L’incontro con la diversità, nelle sfaccettature più disparate, possiamo immaginarlo all’interno di una teca di cristallo in perenne equilibrio: fragile, ma al contempo preziosa, facendo attenzione che non si rompa. Un vaso di Pandora che vorremmo sempre aperto per conoscerne i segreti, ma che con pudore, discrezione e forse paura teniamo “doverosamente”chiuso.
Solo chi vive la diversità può essere capace di insegnarci, attraverso la propria  condizione, quanto la “normalità” sia, invece, il nostro vero handicap!
E in fondo questo è il senso del laboratorio permanente fatto da attori down, che dura già da quattordici anni e una compagnia teatrale (la prima in Italia) nata da questa esperienza. Due, fra gli importanti risultati conseguiti grazie alla collaborazione fra l’associazione culturale “Néon” e la l’Aipd di Catania(Associazione italiana persone down).
E proprio il 21 marzo se ne parlerà a Catania (Cortile Platamone), in occasione della “Giornata mondiale della Trisomia 21” (ovvero sindrome di down), organizzata dall’Aipd, alla quale parteciperanno anche Piero Ristagno e Monica Felloni, fondatori di Néon, del  “Teatro delle diversità” e dal 2000 della compagnia “Bagnati di luna-Aipd”, composta prevalentemente da attori down di età diverse.
 
Incontrando il presidente dell’Aipd di Catania, Aida Fazio Russo, ci ha spiegato “come questa sia la tappa di un itinerario formativo, artistico ed umano, attraverso cui il gruppo diventa protagonista non solo di un prodotto spettacolare, ma anche di un’attività strutturata e socialmente visibile, che mira ad abbattere l’emarginazione nei confronti della diversità”.
 

Certo la strada è lunga da percorrere, ma l’obiettivo è guardare sempre queste persone come “custodi di bellezza interiore”. E ai giovanissimi attori down, invece, come protagonisti che “parlano” un linguaggio semplice, ma straordinariamente espressivo. Quindi saliamo sul palco della “diversità”, per sentirci meno “normali”, ma più down nel cuore. 

(Per informazioni: info@associazioneculturaleneon.it)
“MILLE SPLENDIDI SOLI”
LETTERATURA STRANIERA
Autore
EDITORE
 

La trama.  Animato dalla stessa straordinaria forza narrativa che ha fatto del “Cacciatore di aquiloni” un classico amato in tutto il mondo, “Mille splendidi soli” è a un tempo un’incredibile cronaca della storia dell’Afghanistan degli ultimi trent’anni e una commovente storia di famiglia, di amicizia, di fede e della salvezza che possiamo trovare nell’amore. 
 
Nate a distanza di una generazione, e con idee molto diverse, Mariam e Laila sono due donne che la guerra e la morte hanno costretto a condividere un destino comune. Mentre affrontano i pericoli che le circondano – sia nella loro casa che per le strade di Kabul – Mariam e Laila danno vita a un rapporto che le rende sorelle e che alla fine cambierà il corso delle loro vite e di quelle dei loro discendenti. 
Con grandissima sensibilità e padronanza del racconto, Hosseini mostra come l’amore di una donna per la sua famiglia possa spingerla a gesti inauditi e a eroici sacrifici, e come alla fine sia l’amore, o persino il ricordo dell’amore, l’unica via per sopravvivere.
(fonte www.qlibri.it)


Khaled Hosseini, in dari خالد حسینی (Kabul4 marzo 1965), è uno scrittore e medico statunitenseDi origine afgana, pashtun, è nato a Kabul, dove ha vissuto la sua infanzia. Dal 1980 vive negli Stati Uniti. È l’autore del libro campione di vendite, Il cacciatore di aquiloni. Nel2007 ha pubblicato il suo secondo libro intitolato Mille splendidi soli che, solo in Italia, ha venduto più di un milione di copie.

 

LETTERATURA STRANIERA
Classificazione
Letteratura statunitense
Autore
Patricia Cornwell
Sito autore
Visita il sito di Patricia Cornwell
EDITORE
Casa editrice
Mondadori

La trama e le recensioni di Polvere, romanzo di Patricia Cornwell edito da Mondadori. Kay Scarpetta è finalmente tornata a casa sua a Cambridge, dopo l’ultimo difficile caso, quando riceve una telefonata dal suo storico compagno di lavoro, Pete Marino, il quale la informa che il corpo di una giovane donna è stato ritrovato sul campo da baseball del Massachusetts Institute of Technology. Ben presto si scopre che si tratta di Gail Shipman, un ingegnere informatico che ha in corso una causa milionaria contro una società di intermediazione finanziaria che l’ha mandata sul lastrico. Kay Scarpetta dubita fortemente che si tratti di una coincidenza e ha anche il timore che questo caso sia in qualche modo collegato alla sua geniale nipote, Lucy. A un primo sguardo, la causa della morte di Gail Shipman non è chiara: il suo cadavere è avvolto in un telo color avorio ed è stato composto in una posa particolare. Questo fa pensare che chi l’ha uccisa non sia un killer alle prime armi. Sul corpo vengono inoltre ritrovate tracce di polvere fluorescente rosso sangue, verde smeraldo e blu zaffiro. Tutti questi elementi collegano il fatto a una serie di omicidi a sfondo sessuale perpetrati a Washington da un serial killer soprannominato Capital Murderer, di cui si sta occupando Benton Wesley, il marito di Kay. La famosa anatomopatologa e i suoi collaboratori si ritrovano ben presto di fronte a uno scenario molto più inquietante di un semplice caso di omicidi seriali, un mondo sinistro che ha a che fare con le droghe sintetiche e la nuova tecnologia dei droni, che vede coinvolti il crimine organizzato e le più alte sfere governative. Polvere è il ventunesimo caso di Kay Scarpetta, protagonista icona di un’autrice che da molti anni non smette di stupire e appassionare i lettori.

Patricia Cornwell (Miami, Florida, 1956) ha lavorato come cronista di nera e presso l’Ufficio di medicina legale della Virginia. Ha esordito nella narrativa nel 1990 con Postmortem, con cui ha vinto l’Edgar Award americano e il premio per l’opera prima della British Crime Writers Association. Il successo, raggiunto a livello mondiale, è andato crescendo con tutti i romanzi successivi e il personaggio di Kay Scarpetta ha vinto nel 1999 il prestigioso Sherlock Award per il miglior detective creato da uno scrittore americano.

LETTERATURA ITALIANA – genere avventura (2013) Autore: Marco Buticchi – sito web: www.marcobuticchi.it – Casa editrice Longanesi La trama e le recensioni di “La stella di pietra”, romanzo di Marco Buticchi edito da Longanesi. È il 1985 e l’Italia è da tempo sull’orlo della destabilizzazione. La tensione è provocata da un semplice simbolo: una stella a cinque punte. Ma, alla sua ombra, si concentrano connivenze, intrighi internazionali, alleanze inconfessabili, misteri e insabbiamenti. Sara Terracini non sa ancora quanto le oscure trame del terrorismo la toccheranno da vicino: è il giorno della sua laurea, e Sara è alle prese con una verità sconvolgente. I suoi studi sul Laocoonte, il famoso gruppo statuario attribuito alla produzione classica, indicano che la mano che l’ha scolpito potrebbe invece appartenere a uno degli artisti più famosi di ogni tempo… È il 1487 e il giovane Michelangelo Buonarroti, a bottega dal Ghirlandaio, si distingue sia per il talento incontrastato sia per il carattere impetuoso e irriverente. Un carattere che, insieme all’invidia e all’avidità che da sempre circondano gli accoliti dei potenti, negli anni lo porterà a guadagnarsi non pochi nemici. Ma è una burla senza precedenti, un falso di sua creazione, a rischiare di fargli perdere tutto. E a poco o nulla servirà nascondere i bozzetti del Laocoonte che potrebbero incriminarlo. Anzi, proprio da questo ha inizio una scia di morte che arriva… fino ai giorni nostri, sino cioè agli Anni di Piombo, e sino a mettere in pericolo la vita di Sara Terracini. E se i bozzetti di Michelangelo fossero un tesoro servito a finanziare le operazioni più inconfessabili del terrorismo? Il segreto sta per riaffiorare e travolgere decine di inconsapevoli protagonisti. Insieme a un inaspettato personaggio, Sara è costretta ad affrontare una corsa contro il tempo per cercare di impedirlo… Un romanzo dal ritmo implacabile, disseminato di verità storiche che emergono tra le righe a risvegliare i ricordi della nostra memoria collettiva. Una nuova, indelebile pagina del Maestro italiano dell’Avventura. (fonte www.qlibri.it) Biografia di Marco Buticchi. E’ nato alla Spezia e ha viaggiato moltissimo per lavoro, nutrendo così anche la sua curiosità, il suo gusto per l’avventura e la sua attenzione per la storia e il particolare fascino dei tanti luoghi che ha visitato. È il primo autore italiano pubblicato da Longanesi nella collana “I maestri dell’avventura” (accanto a Wilbur Smith, Clive Cussler e Patrick O’Brian), in cui sono apparsi con grande successo di pubblico e di critica Le Pietre della Luna (1997), Menorah (1998), Profezia (2000), La nave d’oro (2003), L’anello dei re (2005), Il vento dei demoni (2007) e Il respiro del deserto (2009). Nel dicembre 2008 è stato nominato Commendatore dal Presidente della Repubblica per aver contribuito alla diffusione della lingua e della letteratura italiana anche all’estero.

(di redazione). Ci sono luoghi che raccontano pezzi ormai dimenticati di vita quotidiana ancora legati a quella cultura contadina che in Sicilia è sopravvissuta sino a qualche decennio fa all’affermarsi dei modelli imposti dalla realtà urbana. 

Uno di questi luoghi è “u Canali” di Acate, la cittadina in provincia di Ragusa al centro di un territorio un tempo coltivato per lo più a vigne, ulivi ed agrumi e più recentemente ricoperto da decine di serre. “U Canali” è la storica denominazione locale di un lavatoio costruito nel 1911 nella zona di contrada Canale, su progetto del perito agronomo di Niscemi Rosario Cavalieri Iacono.

Ciò che resta della struttura testimonia ancora un tipico esempio di edilizia idraulica di servizio per la popolazione locale; il lavatoio era infatti utilizzato dalle donne della zona per lavare i propri panni, oppure per pulire – a pagamento – quelli di altre famiglie. L’opera, costruita in pietra da taglio, cemento e con rubinetteria in ottone, come ricorda Gaetano Masaracchio, “era costituita da venti vaschette di lavaggio poste in due filari, fra i quali si trovavano la canaletta che ripartiva l’acqua per la lavatura della biancheria e quella che raccoglieva le acque di lavaggio”.  
Lo stesso Masaracchio aggiunge che “l’intero lavatoio” – dagli anni Sessanta ai nostri giorni dapprima abbandonato e poi andato in rovina – “era coperto da una tettoia, al fine di salvaguardarne le lavandaie dal sole e dalle intemperie”. La struttura del lavatoio di Acate era la testimonianza della ricchezza dei materiali da costruzione di una serie di paesi e città del circondario: la calce comune da Vittoria, quella idraulica da Caltagirone, la pietra da taglio da Ragusa. 
Ciò che oggi resta del lavatoio – un tempo luogo di lavoro ma anche di socializzazione per donne, pastori e bambini di Acate – è l’ennesima testimonianza del degrado di tanti poco conosciuti beni culturali della Sicilia: manufatti che magari non compaiono nelle guide turistiche e nei libri di storia dell’arte, ma che raccontano la storia delle comunità locali dell’isola.